LE DONNE LO SANNO...
Il titolo prende spunto da una canzone del nuovo album di Ligabue. E' una delle canzoni più godibili del CD ma non sono qui per fare la critica chè non sono mica Luzzato Fegiz! No volevo dirvi cosa ne penso del messaggio che ci sta sotto. Il significato è che le donne ne sanno di più a moltissimi livelli: sull'amore ma sui sentimenti in genere,sul sesso e sulle relazioni.. bhè devo dire che Luciano ha assolutamente ragione. A me piacciono le donne, ma lasciando stare l'aspetto sessuale (e ce ne sarebbe...)mi piacciono proprio per questo loro essere vicine al cuore e essere sempre sulla corda e essere così passionali,così sanguigne... nel bene e nel male.. per quanto mi riguarda sono un assoluto sostenitore del GirlPower!! e della MONArchia :-P Avete solo un difetto ma ci passo sopra volentieri:non siete dotate di ragionamento lineare.. ma siete lo stesso bellissime!
Questa l'ho scritta il 21 marzo perchè oltre a essere l'inizio della primavera è anche la giornata mondiale della poesia e oggi ho bisogno di primavera.
So che ai più di voi sembrerà una poesia stupida.. ma non fatevi fregare..
ODE AL CALAMARO DI MARE
Il calamaro vaga nel mare calmo
se ne sta sotto la barca,sotto lo scalmo
scappa dal nemico e spruzza il suo nero
non sa che gli altri pesci non lo pensano sincero.
Se ne cammina sul fondo limaccioso
riparandosi da un gancio pericoloso
e si nasconde sotto la sabbia il calamaro
e se lo mangio senza sale, il suo sapore è amaro.
Ritornato dopo giorni e giorni e giorni di fankazzismo!!! Sono in facoltà quasi tutto il giorno a cercare di digerire farmacologia la mattina e a non addormentarmi su medicina interna il pomeriggio. Ho anche curiosato un po' di blog in questi giorni e devo dire che mi ha colpito molto quello di Courtneyslips (spero si scriva così) che è molto sensuale pur non essendo (a mio parere) volgare.Ora le chiedo se posso metterlo tra i link. Eppoi andatevi a vedere le vuove avventure del Principino sul blog del neomedico(tiodio!!!) Mirko!!.
Ieri mi sono fatto un'abbuffata di caldarroste con buon vino e ho passato una bella serata con gli amici. Tornando a casa poi ho pensato una cosa che mi è difficile ammettere: in questo periodo sto proprio bene. Ho ancora una vena argentea di malinconia nel cuore ma penso che quella ce la possano avere tutti.Ma direi che sto proprio daddio! A presto... spero!!
Si è laurato Mirko. Sia lode a questo nuovo dottore! L'invidia cresce fino a tracimare nell'odio!!! Non sono morto tranquilli! Domani aggiorno!!!
Vi lascio per una settimana che mi vado a far coccolare dalle nonne... in regalo una bella poesia!! ... (non è mia)
IL VOLO
I tenaci vincoli della terra di un colpo ho reciso,
e ho danzato lieto nell'aria
sopra ali d'argento.
Il cielo ho scalato.
Di nuvole esplose ho seguito il disegno impreciso, e ho fatto contento
cose che tu non puoi aver sognato:
tuffi, planate, giravolte.
Ma lassù tutto è silenzio.
Ho spento i motori
e percorrendo spazi inviolati di Paradiso,
la mano ho messo fuori
e di Dio ho sfiorato il viso.
Lucky Man
Scusate per l'assenza ma Sistematica 2 lo reclamava. Riparto con dei commenti sull'ultimo libro letto: Lucky Man (edito dalla Tea editore per chi fosse interessato).E' un'autobiografia di uno degli attori più conosciuti (e a cui sono più affezionato) degli anni '80. Essì Michael J. Fox, colui che ha fatto crescere l'industria dello skateboard in tutto il mondo. Forse non tutti sanno che Michael è affetto da Morbo di Parkinson ad esordio giovanile. La malattia gli è stata diagnosticata nel '91 all'età di 31 anni, all'apice del successo. Bhè che sfiga! penserete. Eppure tutto il libro a partire dal titolo si basa sulla convinzione che la malattia sia stata una fortuna per lui perchè l'ha fatto diventare un uomo migliore. Le pagine sono piene di anedotti simpatici sulla carriera ma soprattutto sul Parkinson che lui prende con molta ironia senza mai piangersi addosso. Bisogna osservare che grazie al suo outing (avvenuto nel '97) negli USA c'è stata una grande sensibilizzazione verso questa malattia con aumento di stanziamenti per la ricerca.
Personalmente la cosa che mi piace del libro è che ne emerge un ritratto sincero: dall'arroganza e il senso di potere che ti deriva nell'essere una star, alla disperazione e alla non accettazione di una diagnosi così definitiva (non bisogna dimenticare che il Parkinson è una malattia incurabile), al ricongiugimento con se stesso, con il proprio stato, non con una accettazione supina della malattia ma come un continuo combattimento produttivo. Penso che questo libro dovrebbe essere letto non soltanto da quelli che considerano Michael J. Fox solo il Marty McFly di Ritorno al futuro, ma anche da persone con la malattia, per la speranza che riesce a infondere, da medici, per capire alcuni valori che si possono perdere e infine da persone che ricercano se stesse e si perdono in problemi che forse così grandi non sono...
SPASMICO!!

Questo l'ha fatto una carissima amica (grazie ancora Whippa!!) ed essendo venuto molto molto bene ve lo favorisco!! (parole buttate lì a caso!)
A presto ragassuoli!!
Eustachio il Monaco: PROLOGO © Prinz
La sera era fresca e quando il medico di sua maestà Von Kasser salì a bordo molti dei marinai stavano preparando la nave per la notte.
L’ammiraglio in seconda, il signor Portnoy, gli si fece incontro zoppicando e Von Kasser gli strinse la mano callosa e tagliata da corde e reti marinaresche. Portnoy gli sussurrò poche parole all’orecchio e il medico seguendolo si fece strada tra attrezzi marinari di cui non conosceva il nome e ancor di più stette attento a non intralciare quegli stessi mozzi, vedette e braccianti che lo guardavano taluni con rispetto e talaltri (i più per la verità) con aperto disprezzo.
Von Kasser prima di entrare negli alloggi della nave notò che tutte le operazioni si svolgevano in silenzio, una cosa strana per una nave di esuberanti marinai –Forse è il loro modo di accompagnare dall’altra parte l’ammiraglio- Entrò nella cabina preceduto da Portnoy che preso il vaso da notte che giaceva sotto il letto si recò rispettoso sovracoperta.
Il letto alto e finemente intagliato nel legno si trovava in una cabina spoglia rischiarata da un’unica tenue candela posta su un tavolino rotondo nell’angolo. Accanto a essa il dottore notò un oggetto metallico che baluginava alla luce sobbalzante di quel piccolo fuoco. L’attenzione verso quella cosa indefinibile (che gli dava un irrazionale senso di disagio) fu interrotta dalla tosse profonda e catarrosa che proveniva da un fagotto formato di coperte e carne che sembrava buttato sopra il letto: il grande ammiraglio Hubert Winston comandante della “Solitaria”, nave che stava diventando leggenda tra il popolo di mare e di terra.
Winston stava avvicinandosi al ciglio della sua vita e questo il dottore lo aveva capito subito sentendo il suo annaspare in cerca di ossigeno, il suo battito debole e la sua malata magrezza. L’ammiraglio incuteva comunque rispetto anche in quelle condizioni precarie con i capelli argentei che continuavano in folte basette e lunghi baffi che qualcuno (il dottore avrebbe scommesso sullo stesso Portnoy) si era premurato di tenere ben tagliati. L’attenzione di Von Kasser dal paziente si rispinse sull’oggetto metallico sul tavolo: era intagliato con rozza maestria e formato da tre cilindri concentrici infilati l’uno nell’altro. Ai suoi apici vi erano infilati rotondi pezzi di vetro. Qualche secolo dopo Galileo Galilei avrebbe riconosciuto senz’altro quella forma come un modo per vedere le stelle ma per Von Kasser era uno strumento mai visto prima. I bordi erano solcati da scritte e segni consumati e sconosciuti, forse rune druidiche anche se ne dubitava: lui stesso aveva frequentato qualcuno dei vecchi saggi delle grandi querce e sapeva distinguere quegli antichi disegni.
-Meglio non toccare quell’oggetto ragazzo mio- La voce dietro di lui lo fece sobbalzare. Winston lo stava osservendo con vacui occhi chiari da vecchio.
–Ammiraglio come si sente questa sera?- gli sorrise Von Kasser.
-Ah giovane Rupert, mi sento come un uomo che non vedrà il sorgere della luna-
Rupert Von Kasser guardò quel vecchio rattrappito e ricordò l’uomo corpulento che era stato quando lui era bambino, l’uomo che lo sollevava da terra con una mano enorme e con una risata tonante che fuoriusciva da un ventre capace di contenere boccali e boccali di sidro e idromele. Ricordava i limpidi occhi azzurri che ora erano slavati dal tempo e dalle cataratte.
-Vuole confessarsi Ammiraglio? Le potrei leggere un brano dal libro di Giobbe…- e stava tirando fuori dalla sua borsa una Bibbia quando Winston gli pose una mano sul braccio – No ragazzo. Ho rotto quel legame tanto tempo fa e ora è giusto che io vada incontro al mio destino come altri lo fecero prima di me. Non è corretto cambiare le regole alla fine del gioco e soprattutto se stai perdendo- .
Un attacco di tosse lo colse all’improvviso e riposta con velocità la Bibbia, Von Kasser si precipitò a sollevare l’Ammiraglio e gli fece annusare fiori di sambuco essiccati. Quando l’attacco passò fece scivolare di nuovo il vecchio che ora lo guardava con occhi più lucidi. Il giovane gli sorrise e notò una linea rossa marcata che tagliava la parte sinistra della fronte partendo dalla tempia.
-Ammiraglio la sua vecchia cicatrice si è arrossata- Winston iniziò a sorridere –E’ lui che mi sta richiamando-.
-Lui chi?- spifferi muovevano la piccola fiammella facendo sobbalzare le loro ombre sulle pareti .
-Lui, l’incappucciato, il monaco, Eustachio- il grande Ammiraglio di sua maestà Hubert Winston parlava ora con voce ferma e orgogliosa.
Era una notte di fine estate dell’anno 1230 di Nostro Signore. Winston morì poche ore dopo alla veneranda età di 63 anni prima, prima del sorgere della luna, ma solo dopo aver raccontato ad un giovane medico la storia del suo più grande nemico.
Allora che ne pensate?!?
Eustachio il Monaco

Quando studiavamo anatomia 2 io e il figus per passarci via nelle pause cercavamo sull'enciclopedia la vita dei medici del passato che avevano dato nome a varie parti di organo (eravamo messi malissimo lo so). Ma se non ci fosse stata questa "pervertita" usanza non avrei mai trovato la storia del corsaro Eustachio il Monaco.
La leggenda è ambientata a cavallo tra la Francia e l'Inghilterra degli inizi del XIII secolo. Ai tempi di re Giovanni Senzaterra e di Robin Hood per intendersi. Il Monaco è così chiamato perchè lascia la dottrina benedettina per dedicarsi alla pirateria (e già qui mi piace), inizia a depredare navi su navi tra la Manica e i mari del Nord fino ad ottenere da re Giovanni le isole anglonormanne. Un solo uomo quindi con la sua sola nave mette in scacco tutta una flotta. Leggenda dice che il segreto del suo successo fosse il fatto di aver stretto un patto con il diavolo che rese la sua nave invisibile agli occhi dei nemici. Ma come sappiamo il diavolo fa le pentole ma non i coperchi (non l'ho mai capito 'sto cazzo di proverbio) e quando Eustachio si allea con re Luigi VIII di Francia viene sconfitto e catturato dalla flotta di re Enrico III di Inghilterra. Segue la decapitazione. Ora io un'ideuzza sul perchè è stato catturato ce l'avrei. Ricordiamo che il demonio è furbo e gli ha promesso di rendere la NAVE invisibile.Solo la nave. Non ha parlato dei marinai. Per cui immaginatevi questi deficienti che passano a 6 metri d'altezza sull'acqua pensando di non essere visti e facendo il gesto dell'ombrello, cori da stadio e cose del genere alle navi vicine -Perchè tanto non ci vedono!!- OhOhOh ..
Comunque devo dire che questa leggenda mi ha preso molto, tanto è vero che ho iniziato a scriverci qualcosa. Solo che è molto difficile non incorrere in errori storici. Se fate i bravi metterò il prologo così mi dite cosa ne pensate. A presto!!
Mauro Repetto un uomo un mito

Sabato sono andato con "i butei" (gli amici) in montagna. Bella serata risate ecc. bla bla bla. La cosa importante è che ho portato i primi 2 CD degli 883: Hanno ucciso l'uomo ragno e Nord sud ovest est, in versione rimasterizzata (con primizie come "Lasciala stare" e "Aeroplano"). Dopo averle cantate a squarciagola per più ore (il giorno dopo avevo la voce di Amanda Lear) mi sono chiesto: perchè Max?
Perchè buttare alle ortiche la tua dolce area da eterno adolescente per una maturità che non ti appartiene? Perchè sacrificare testi per i butei con le tue fisime mentali per la tua donna? E allora sono andato più a fondo e leggendo i credits scopro: musiche di Max (Pezzali) e testi di Mauro (Repetto).E lo sapevo!! Mauro.
Mentre scrivo mi commuovo pensando a quel folletto biondo che danzava rimbalzava e zompettava da un lato all'altro del palco, muluninava le mani in gesti dolci e aggraziati (vedi "Nord sud ovest est") e inventava coreografie sempre nuove che manco Japino con la Carrà!
Diciamoci la verità: dopo i primi 3 album (i testi nel terzo erano ancora by Mauro Repetto pur essendo uscito ufficialmente dal gruppo) la qualità è andata precipitando. Ma perchè Mauro se n'è andato?E dov'è finito?
Max sostiene che la sua uscita sia stata causata dall'essere visto come "il biondino degli 883", quello che fregava la pagnotta,quello che non sapeva fare niente,il drogato,il Centofanti biondo della scena pop italiana degli anni 90,il mangiapane a ufo (e le coreografie? dove cazzo andavi senza le sue coreografie, eh Max?!?)
La verità è che Mauro è sempre stato un ribelle e un eclettico. Dopo aver lasciato quel giuda, pubblica "Zucchero filato nero", album stupendo e intimista snobbato dalla critica "filopezzalinista e puzzasottoilnasoista". Amareggiato da questo trattamento, ma mai a terra, si mette a inseguire il suo vero sogno: fare il regista a Los Angeles con una modella conosciuta in Francia (tale Brandi).
E qui la vile e gretta cronaca cede il passo alla leggenda
Alcuni dicono che non abbia avuto successo e si sia ritirato mestamente a Parigi dove conduce una vita normale con moglie e figli facendo il figurante per Disneyland Paris; la sera lo si vede guardare mestamente la Senna progettando balli e movimenti che non vedranno mai la luce.
Altri credono che abbia rinunciato al suo vero nome e abbia avuto discreta fortuna come regista con il suo pseudonimo: Quentin Tarantino.... Bhè che c'è?!? Ah ok: Tarantino fa le interviste e non assomiglia per niente a Mauro?!? siete propio ingenuotti (magari credete anche che l'uomo sia sbarcato veramente sulla luna).E' ovvio che quello delle interviste è un prestafaccia, un attore prezzolato che recita un copione (dai guardate come si muove! vi sembra verosimile che una persona normale durante una conversazione si muova davvero così?)Perchè non usa il suo vero aspetto? Eccerto figuriamoci che scempio ne avrebbero fatto i critici. No grazie con "Zucchero filato... " ce lo avete già portato via bastardi!!
E per finire l'ultima ipotesi: è sull'isola dei miti che si crede morti. Con Elvis e Marilyn Monroe, con Jhon Lennon e Moana Pozzi. E lì se ne sta a ballare e saltellare da una parte all'altra dell'isola con il suo brio da eterno ragazzo (impara Max!!) mentre il sole colora d'oro la sua chioma scarmigliata.
La verità ancora non ci è dato sapere.
Mauro se leggi queste righe dicci dove sei. Ci manchi ...